“Céline e quei profeti inascoltati”: i grandi del 900′ tornano in una mostra grazie ad Andrea Lombardi

“Céline e quei profeti inascoltati”: i grandi del 900′ tornano in una mostra grazie ad Andrea Lombardi

“La firma di Vittorio Sgarbi, al di là della bravura degli artisti, ha dato nettamente un valore aggiunto considerevole anche e soprattutto per la sua prefazione bellissima. Poi, ci tengo a ringraziarlo enormemente perché nonostante i suoi mille impegni ha trovato il tempo per valutare le opere e il concetto della mostra e poi il fatto che abbia voluto fornirci le sue parole ci rende orgogliosi e ovviamente anche grazie a lui abbiamo ottenuto un notevole successo.”  Andrea Lombardi, “intellettuale contro” delle trincee nostrane e tra i maggiori esperti di Céline in tutto il mondo, anche per il fatto di essere il curatore del primo sito italiano dedicato al grande profeta novecentesco dell’apocalisse, è una penna non conforme al livellamento culturale italiano che riguardo al podio che i célinologi gli hanno fornito risponde: “Non lo so, sono loro che mi disegnano così.”

La sua ultima fatica è una mostra, quella sui “Profeti inascoltati del ‘900”, ideata con Miriam Pastorino e Dionisio di Francescantonio e avente la collaborazione nella curatela e promozione di Emanuele Ricucci, scrittore e giornalista dal grande ingegno oltre che assistente parlamentare dello Sgarbi nazionale.  “La mostra è nata con l’idea di mostrare  quelle personalità  che si sono distinte nella cultura e nell’arte per la loro capacità fuori dagli schemi di analizzare la società contemporanea come Orwell, Marinetti, Bergman. Abbiamo deciso di concepire la mostra intorno al punto focale del profeta inascoltato e per questo è possibile trovare figure apparentemente discordanti, proprio perché agli antipodi, come Luis-Ferdinand Céline e Hannah Arendt perché si è cercato di fare una raccolta pura e fuori dalle ideologie. Possiamo definire il lavoro che abbiamo svolto come multidisciplinare. L’idea di questa mostra mi è venuta osservando i disegni di Dionisio Francesco Antonio, autore della maggior parte delle opere in esposizione, tra cui c’erano figure come Giovanni Papini e dato che li avevo trovati molto interessanti gli ho proposto di farne altri, stipulando una lista di nomi e facendo divenire quegli schizzi un concetto. Così è partito tutto, poi ho avuto l’intuizione di far corrispondere una scheda d’informazione ad ogni profeta ritratto e così ho coinvolto grandi firme come Alessandro Gnocchi, Pietrangelo Buttafuoco, Stenio Solinas, Andrea Scarabelli, Gianluca Veneziani, Luigi Iannone e tanti altri. Voglio sottolineare che, al di là dell’esser trasversale, in Italia da destra non è mai stata fatta una cosa del genere collegata tra l’altro ad un parterre di intellettuali che sanno perfettamente ciò di cui scrivono, infatti ogni figura è stata descritta dal maggiore esperto sulla materia.”

Così Lombardi definisce la genesi e lo sviluppo del progetto artistico che fuori da qualsivoglia schema ideologico getta un enorme faro su quei profeti illuminati da un sapere lontano e fuori dal tempo che ancora oggi restano al di sopra delle divisioni di stampo politico, proprio perché l’arte e il pensiero siedono in altre dimensioni. Continua infine sottolineando che: “Una delle cose che sin dall’inizio mi sono prefissato è il fatto che questa mostra non doveva avere né padroni né padrini, per cui nessun inchino “mafioso” alla politica e a certi intellettuali. Ho impiegato un anno per portare alla luce questo ambizioso progetto, investendoci sopra tutte le energie possibili e ne sono soddisfatto.” 

La prima rassegna della mostra si è tenuta in quel di Genova a Palazzo Imperiale (Piazza Campetto 8A) dal 17 dicembre 2021 in cui i  48 volti di anticonformisti dal cardinale Giuseppe Siri a Ingmar Bergman, da Ennio Flaiano a Giovannino Guareschi, da Gabriele D’Annunzio a H.P. Lovecraft hanno donato un notevole successo ai curatori e agli artisti, genovesi per altro, Dionisio di Francescantonio, Sergio Massone, Vittorio Morandi e Lenka Vassallo, con un numeroso pubblico e un riscontro da parte dei media e dei quotidiani, finendo su Il Giornale, Libero, Repubblica e Sky tg24. Adesso la mostra, grazie al suo essere itinerante, sta suscitando curiosità da parte di un consistente numero di comuni pronti ad accoglierla e a mostrare i profeti inascoltati che hanno scritto importanti pagine di storia.

Francesco Latilla

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